Gabriele Fontana
Senior Software Engineer - Red Carbon
Turin, Italy
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Gabriele Fontana è Senior Software Engineer presso RedCarbon, con vent'anni di esperienza nella progettazione di architetture solide e sicure. Le sue radici tecnologiche affondano nei LUG dei primi anni 2000, tracciando un legame indissolubile con l'Open Source.
Le sue competenze abbracciano l'intero ecosistema software, dal Frontend al Backend fino ai database. Con un DNA radicato in Linux, è specializzato nella definizione di standard architetturali e pratiche 'Secure by Design'.
Promotore della Servant Leadership, rende semplici i sistemi complessi supportando e guidando gli altri, e partecipa attivamente alle community locali (PUG Torino, Go Meetup, Open Source Saturday).
Fuori dalla console, vive di sport e montagna — dove sperimenta infortuni fantozziani — e di enogastronomia, con l'ambizione, spesso fallimentare, di replicare a casa i piatti scoperti tra colline e cantine.
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Container at War: Oltre il mito delle immagini Distroless
Togliere la shell e i tool di sistema rende un container inviolabile? Le immagini Distroless promettono una superficie d'attacco ridotta all'osso, convincendoci spesso di aver risolto i problemi di sicurezza alla radice. In questo talk smonteremo questa falsa illusione di invulnerabilità.
Guardando il problema con gli occhi di chi sviluppa e architetta i sistemi, vedremo all'atto pratico come vulnerabilità applicative (ad esempio in ambienti Node.js o Go) possano eseguire codice e aggirare i limiti del container senza aver alcun bisogno di una shell. Dimostreremo che la vera solidità non si ottiene semplicemente eliminando pacchetti, ma riprendendo il controllo tramite un hardening architetturale rigoroso: filesystem in sola lettura, policy restrittive e gestione consapevole. La sicurezza è ingegneria e design strutturale, non magia.
Struttura del Talk:
- L'illusione del minimalismo: Distroless e la riduzione della superficie d'attacco. Perché eliminare bash è un ottimo inizio, ma una pessima fine.
- Zero Trust Applicato: Più sicurezza non significa sicurezza totale. Smascheriamo il falso senso di protezione delegato al container.
- Vulnerabilità ereditate (Case Study): Analisi di CVE pubbliche note. Vedremo, dati alla mano, come l'assenza di tool di sistema non impedisca a un attaccante di colpire le librerie core.
- Il fattore umano e il runtime: Anche noi sviluppatori introduciamo bug. Esempi pratici di come vulnerabilità applicative vengano sfruttate aggirando totalmente i limiti fisici del container.
- Hardening architetturale (La vera difesa): Riprendere il controllo del sistema blindando il perimetro con filesystem in sola lettura e profilazione AppArmor.
- Dimostrazione di resilienza: Mettiamo alla prova l'hardening. Lo stesso exploit di prima si schianta contro le policy restrittive appena implementate.
- Takeaways: Non fidarsi mai ciecamente del "less is more". Il vero controllo si ottiene solo governando attivamente i propri sistemi.
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