Speaker

Savino Carlone

Savino Carlone

Solution Architect @Fattutto | MC

Solution Architect @Fattutto | MC

Turin, Italy

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I was born in 1977 in Turin, Italy, into a working-class family with roots in Puglia.
I taught myself to read and do multi-digit arithmetic before starting school, and ended up skipping first grade. Writing has always been my weak spot, along with set theory and coloring inside the lines. I'm still working on the handwriting; I eventually made peace with set theory through relational databases.
I studied engineering but never finished my degree: I'll always have 11 exams and an English credit to my name. Close enough for the nameplate.
I started my career in 1999 as a software developer, and have spent most of it writing backend code in C, C++, C# and SQL. Over the years I've worked across some very different domains: I spent a decade at a software company, then moved to Banca Sella's Trading Online division in Biella, then landed at Deltatre, a dream job building software for major sporting events including the UEFA European Championship, the FIFA World Cup, and the Olympics. In 2013 I built a Twitter social poll to vote for Man of the Match during the World Cup; the software worked flawlessly, even if the marketing didn't quite match.
In 2018 I took on a new challenge: building a web-based ERP platform from scratch. I named it Fattutto, and it's what I still work on today, with a small and very capable remote team. The pandemic didn't change much for us: we were already working from home.
Alongside development, I've been involved in tech community and communication for years. I collaborate with Codemotion, help run the Torino .NET Users Group, and co-host the "Bonanni a tutti", a yearly show/conference about and around computer science, located in Turin, after Christmas holidays.
Outside of tech: I'm a football coach (since 2008), I play keyboard, and I write about Juventus on Facebook. Since July 2022 I've been living with two coronary stents, which makes me feel like a lucky guy. As I like to say: out of ten things I've attempted, half of them worked out. I spend my life looking for the other half.

Nasco nel 1977 a Torino da una famiglia di operai di origini pugliesi.
Nel 1982, mentre l'Italia vince il mondiale, scopro di saper leggere e fare i conti a più cifre, conduco a teatro gli spettacoli della scuola materna leggendo i copioni, e così, un anno dopo, il direttore della scuola elementare vince la reticenza nel farmi saltare la prima allorché leggo il suo giornale, sulla scrivania, al contrario.
La primina di 4 giorni a scrivere "Mario mangia la mela" è un ricordo ancora vivo.
Perché la scrittura è il mio difetto, così come la teoria degli insiemi e colorare negli spazi.
Sulla grafica ci stiamo ancora lavorando, sulla teoria degli insiemi ho recuperato da adulto grazie alle basi dati relazionali.
A 7 anni vinco alle giostre un premio perché prendo il gioco Rami della Quercetti e lo metto in verticale completandolo in 43 secondi.
Il genio progressivamente viene disturbato dalla sregolatezza, ma a scuola non ho mai preso un 6 in pagella di nessuna materia.
All'università la sregolatezza prende il sopravvento, alterno studio e lavoro per mettere qualche soldo in tasca, e anche per via della scoperta di altre passioni (...) non finisco mai il percorso di laurea: rimarrò per sempre con 11 esami più inglese ad ingegneria. Sono quindi "ing", per la targhetta basta.

Nel 1999 comincio a lavorare perché faccio domanda nell'unica azienda con un nome facile di tutte quelle che mi avevano chiamato a fine diploma.
Farò 10 anni lì dentro.
Nel frattempo mi appassiono alla scrittura e così comincio a fare il giornalista sportivo per un settimanale locale: scrivendo incontrerò in redazione quella che sarà mia moglie, e negli anni finirò per scrivere per un lustro presso una testata nazionale.
Ma come hobby: il mio mestiere è programmare: C, C++, C#, più backend che altro, poi anche tanto SQL.

Nel 2009, avendo la fortuna di ricevere un'offerta dal prestigioso Trading On Line di Banca Sella, vado a lavorare a Biella.
Il pendolarismo è durissimo, 90 km di distanza, oltre 3 ore al giorno di viaggi con quattro mezzi all'andata e altrettanti al ritorno, ma di fatto mi fa crescere come sviluppatore colmando, virtualmente, il senso di colpa per non aver finito l'università.

L'arrivo di un'azienda di consulenza, Mc Engineering, a cui non sarò mai sufficientemente grato, mi porta nel 2012 a lavorare in Deltatre, un posto bellissimo, da sogno, in cui si fanno programmi per lo sport.
Lavorare per gli Europei o i Mondiali di calcio o le Olimpiadi è tanto stressante quanto stimolante. Bellissimo. Tecnologie spinte, colleghi molto competenti.
Nel 2013 potrei passare alla storia scrivendo un social poll per Twitter per votare il migliore in campo delle partite dei mondiali.
Purtroppo, sebbene dal punto di vista software sia una macchina perfetta, il marketing non decolla e un anno dopo, nella finale, si raccolgono solo mezzo milione di voti da tutto il mondo.
Rimane una magra soddisfazione personale come la vittoria del Rami da bambino.

A parte una parentesi in Hermes Reply che comunque ricordo con piacere, torno nel 2016 sul gestionale e vado in Dylog.
Azienda austera e seriosa, in cui lavoro bene per due anni scrivendo un software gestionale web.

Nel 2018 tuttavia la chiamata di un vecchio amico mi propone una sfida: scrivere un software gestionale web.
Sì, di nuovo.
Lo battezzo "Fattutto" e lo partorisco in collaborazione con un team molto ristretto di persone altrettanto coraggiose come me, nonché competenti.
Lavoriamo da casa fin da subito, il team è a Torino e l'azienda è toscana.
La pandemia, di fatto, non cambia granché le nostre abitudini lavorative.
Questo è il prodotto che curo ad oggi.

Nel mezzo, il giornalismo si è un po' perso, se non per i miei articoli sulla Juve che posto su Facebook.
Ma lo ritrovo nelle tante collaborazioni con Codemotion, con cui seguo il gruppo Torino .NET Users Group; di mio co-organizzo "Bonanni a tutti", una manifestazione/conferenza annuale sull'informatica che si tiene a Torino dopo le vacanze di Natale.
Nel mezzo, la mia passione per il calcio, la mia passione per la formazione e anche un pelo di masochismo mi hanno condotto a diventare allenatore già dal lontano 2008.
Mi piace la musica, suono la tastiera.
Vivo da luglio 2022 con due stent nelle coronarie, sono un ragazzo fortunato e infatti, come ho raccontato in questa biografia, di dieci cose fatte me n'è riuscita mezza: vivo la vita andando in cerca dell'altra mezza.

Area of Expertise

  • Business & Management
  • Information & Communications Technology
  • Media & Information

Topics

  • Azure SQL Database
  • SQL Server
  • dotnet core
  • Architecture of Web-Apps
  • Public Speaking & Leadership

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Lazy is Better than Crazy: Winner Against the Spinner in .NET en it

Every .NET application starts with a clean controller and two dependencies.
Then reality hits: ten injected services, all instantiated on every request - whether used or not. This session dissects the hidden cost of constructor injection at scale and shows how two tools eliminate it without touching business logic.
We'll start with Lazy< T > and DryIoc: how to defer object construction to the exact moment it's needed, how to handle circular references elegantly, and how to measure the impact with Microsoft Aspire (spoiler: 4–5× reduction in DI construction time, heap allocations, and GC pressure - on real production endpoints).
Then we move to the second enemy: operations that are simply slow by nature - bulk printing, mass emails, heavy report generation. We'll walk through a real-world PrintSpooler built with Hangfire: fire-and-forget jobs, distributed locking to prevent race conditions, progress polling from the frontend, identity serialization outside the HTTP pipeline, and the one line you must never remove (throw) if you want retries to actually fire.By the end, you'll have a concrete playbook to stop your spinner - and keep your users alive.

Code samples are from a production .NET 10 / ASP.NET Core application.
Benchmarks were measured with Microsoft Aspire Dashboard on 500 consecutive real requests. Topics covered: Lazy< T >, DryIoc, Microsoft.Extensions.DependencyInjection, Hangfire (fire-and-forget, scheduled, recurring jobs), distributed cache, polling pattern.

Communication & Proxemics for Developers en it

Code is logical. People are not.
You can write the cleanest PR comment, run the most thorough stand-up, or give the most technically accurate presentation - and still lose your audience completely.
This session explores why, and what to do about it.
Drawing on the principles of proxemics (how physical and virtual space shapes perception) and non-verbal communication, we'll examine the invisible signals you send before you even open your mouth: where you sit in a meeting, how you frame yourself on a call, what your posture says while someone else is talking.
We'll use Gianfranco Funari - Italy's undisputed master of direct camera communication - as an unlikely case study for what developers can learn about presence, rhythm, and eye contact. Then we'll translate those principles across three contexts: the conference stage, the office meeting room, and the webcam.
You'll leave with three concrete habits to implement the next day: reviewing your own call recordings, changing where you sit in your next meeting, and learning to work a room with just three gaze points.
Because communicating well isn't a soft skill. It's infrastructure.

This is a short-format talk (~20 min) suitable for conference lightning slots, internal team sessions, and developer community meetups.
No slides required to follow along.

Comunicazione efficace & Prossemica per developer en it

Il codice è logico. Le persone no. Puoi scrivere il PR comment più pulito, condurre lo stand-up più puntuale, fare la presentazione tecnicamente più accurata - e perdere comunque il tuo pubblico completamente.
Questa sessione esplora il perché, e cosa fare. Attingendo ai principi della prossemica - come lo spazio fisico e virtuale condiziona la percezione - e della comunicazione non verbale, esaminiamo i segnali invisibili che inviamo prima ancora di aprire bocca: dove ci sediamo in riunione, come ci inquadriamo in call, cosa dice la nostra postura mentre qualcun altro sta parlando.
Useremo Gianfranco Funari - maestro indiscusso della comunicazione diretta in camera, prima ancora che esistessero le call - come caso studio inaspettato di ciò che i developer possono imparare su presenza, ritmo e contatto visivo. Poi tradurremo quei principi in tre contesti: il palco di una conferenza, la sala riunioni in ufficio, e la webcam.
Uscirai con tre abitudini concrete da applicare già il giorno dopo: rivedere i propri video in call, cambiare posto nella prossima riunione, e imparare a gestire una sala con soli tre punti di sguardo.
Perché comunicare bene non è una soft skill. È infrastruttura.

Talk in formato breve (~20 min), adatto a slot lightning di conferenza, sessioni interne al team e meetup della community developer.
Non richiede slide per seguire.

Lazy is Better than Crazy: Winner Against the Spinner in .NET en it

Ogni applicazione .NET inizia con un controller pulito e due dipendenze. Poi la realtà colpisce: dieci servizi iniettati, tutti istanziati a ogni request - che vengano usati o no. Questa sessione seziona il costo nascosto della constructor injection sotto carico e mostra come due strumenti lo eliminano senza toccare la business logic.
Iniziamo con Lazy< T > e DryIoc: come posticipare la costruzione degli oggetti al momento esatto in cui servono, come gestire i riferimenti circolari in modo elegante, e come misurare l'impatto con Microsoft Aspire (spoiler: riduzione di 4–5× nei tempi di costruzione DI, nelle allocazioni heap e nella pressione sul GC - su endpoint reali di produzione).
Poi passiamo al secondo nemico: le operazioni lente per natura - stampa massiva, invio bulk di email, generazione di report pesanti. Analizziamo un PrintSpooler reale costruito con Hangfire: job fire-and-forget, distributed lock per evitare race condition, polling del progresso dal frontend, serializzazione dell'identità fuori dalla pipeline HTTP, e la riga che non si deve mai togliere (throw) se si vuole che i retry scattino davvero.
Alla fine avrai un playbook concreto per fermare lo spinner - e tenere l'utente vivo.

I code sample provengono da un'applicazione .NET 10 / ASP.NET Core in produzione.
I benchmark sono stati misurati con Microsoft Aspire Dashboard su 500 request reali consecutive. Argomenti trattati: Lazy< T >, DryIoc, Microsoft.Extensions.DependencyInjection, Hangfire (fire-and-forget, scheduled, recurring job), distributed cache, polling pattern.

Savino Carlone

Solution Architect @Fattutto | MC

Turin, Italy

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